La sostenibilità è un elemento sempre più rilevante nelle strategie e nella gestione delle imprese. Clienti, banche, investitori e altri stakeholder prestano crescente attenzione non soltanto ai risultati economici, ma anche al modo in cui un’impresa gestisce i propri impatti.
Il bilancio di sostenibilità è uno strumento attraverso il quale raccogliere, organizzare e comunicare informazioni e risultati relativi alle performance ESG, nelle dimensioni ambientale, sociale e di governance.
Non si tratta quindi soltanto di uno strumento di comunicazione. La redazione di un bilancio di sostenibilità può diventare un vero e proprio processo di analisi dell’organizzazione, utile per conoscere meglio i propri impatti, individuare rischi e opportunità e definire obiettivi di miglioramento.
Il contesto in cui nasce il bilancio di sostenibilità
Negli ultimi anni si sono ampliate le informazioni richieste alle imprese. Accanto ai tradizionali dati economico-finanziari, è diventato sempre più importante comunicare anche impatti, politiche e risultati ambientali, sociali e di governance.
La rendicontazione di sostenibilità consente così di rappresentare in modo più completo le attività dell’impresa, l’utilizzo delle risorse e le relazioni con i propri stakeholder.
Dal Green Deal europeo alla rendicontazione di sostenibilità
L’Unione Europea ha rafforzato progressivamente il proprio impegno verso la sostenibilità. Con il Green Deal europeo, l’UE ha avviato un percorso di trasformazione dell’economia con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
In questo contesto si è evoluto anche il quadro normativo sulla rendicontazione. La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive UE 2022/2464) ha ampliato e armonizzato gli obblighi relativi alla comunicazione delle informazioni ambientali, sociali e di governance.
L’applicazione della normativa ha però evidenziato la necessità di rendere gli obblighi più proporzionati, riducendo gli oneri amministrativi e limitando le richieste di dati rivolte alle imprese più piccole lungo la catena del valore.
Per questo, nel 2025 la Commissione europea ha avviato una revisione attraverso il pacchetto Omnibus I. Il percorso ha portato alla Direttiva (UE) 2026/470, che ha modificato il perimetro degli obblighi previsti dalla CSRD.
Il nuovo quadro concentra l’obbligo di rendicontazione sulle imprese dell’Unione europea che superano entrambi i parametri di 1.000 dipendenti medi e 450 milioni di euro di ricavi netti annui, prevedendo maggiori tutele per le imprese di dimensioni inferiori rispetto alle richieste informative provenienti dalla catena del valore.
Con il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 sono stati inoltre rivisti e semplificati gli ESRS applicabili alle imprese soggette alla CSRD, riducendo i datapoint e rafforzando i principi di materialità e proporzionalità, con applicazione dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.
Quali informazioni contiene un bilancio di sostenibilità?
Il bilancio di sostenibilità raccoglie informazioni che permettono di rappresentare gli impatti, le politiche e le performance dell’organizzazione in ambito ambientale, sociale e di governance.
Tra le principali informazioni di carattere ambientale possono rientrare:
- i consumi energetici complessivi, l’efficienza energetica e la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili e non rinnovabili,
- le emissioni, dirette e indirette, di gas a effetto serra e le iniziative adottate per contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico,
- i prelievi e consumi di acqua, la gestione degli scarichi idrici e le misure adottate per favorire un utilizzo responsabile della risorsa,
- l’impiego di materie prime e materiali, la gestione dei rifiuti e le iniziative di riutilizzo, recupero e riciclo delle risorse secondo i principi dell’economia circolare,
- gli impatti delle attività aziendali sull’ambiente, sul suolo, sulla biodiversità e sugli ecosistemi,
- le azioni intraprese per prevenire e ridurre gli impatti ambientali e per migliorare le prestazioni dell’organizzazione,
- i rischi e le opportunità connessi ai cambiamenti climatici, nonché alle eventuali misure di mitigazione e adattamento adottate dall’impresa.
Per quanto concerne gli aspetti sociali, le informazioni valorizzate sono relative a:
- il numero di dipendenti e la tipologia dei rapporti di lavoro,
- il rispetto dei diritti dei lavoratori e l’applicazione dei contratti collettivi,
- le politiche per garantire pari opportunità e contrastare ogni forma di discriminazione,
- la formazione e lo sviluppo delle competenze,
- la salute e la sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla prevenzione degli infortuni,
- il rispetto della libertà di associazione, dei diritti sindacali e della contrattazione collettiva,
- le misure adottate per favorire il benessere delle persone, la conciliazione tra vita privata e lavoro e un ambiente inclusivo,
- il rispetto dei diritti umani nelle attività aziendali e, ove rilevante, lungo la catena del valore,
- i rapporti con le comunità locali, gli impatti sul territorio e le iniziative realizzate a sostegno del suo sviluppo,
- la tutela dei clienti e dei consumatori, con particolare attenzione alla qualità e sicurezza dei prodotti e alla trasparenza delle informazioni.
A queste si affiancano le informazioni sulla governance, che possono riguardare le politiche e le pratiche adottate dall’impresa, i principi di condotta del business nonché i sistemi di responsabilità, controllo e monitoraggio attraverso cui la sostenibilità viene integrata nei processi decisionali e negli obiettivi aziendali.
Vuoi approfondire? Scopri gli standard di rendicontazione ESG: a cosa servono e quale scegliere.
Perché fare un bilancio di sostenibilità?
Anche in assenza di un obbligo normativo, un’impresa può ricevere richieste di informazioni ESG da clienti, banche, partner commerciali e altri stakeholder.
Redigere un bilancio di sostenibilità può essere utile per:
- conoscere e valutare in modo strutturato i propri impatti, rischi e opportunità connessi alla sostenibilità,
- definire obiettivi di miglioramento concreti e misurabili e monitorarne il raggiungimento,
- comunicare in modo chiaro e documentato le performance ESG, i risultati raggiunti e gli impegni futuri,
- rispondere alle richieste di clienti e imprese della propria catena del valore,
- facilitare il dialogo con banche e altri soggetti finanziari e supportare l’accesso a opportunità di finanziamento,
- partecipare a gare, qualifiche dei fornitori e opportunità commerciali che prevedono requisiti o informazioni di sostenibilità,
- supportare le decisioni aziendali, integrando progressivamente la sostenibilità nelle strategie, negli investimenti e nei processi operativi.
I benefici, tuttavia, non riguardano soltanto la comunicazione verso l’esterno. La raccolta e l’organizzazione dei dati favoriscono anche l’analisi interna e il confronto tra le diverse funzioni aziendali, aiutando a individuare aree di miglioramento e a monitorarne l’evoluzione.
In questo senso, il bilancio di sostenibilità rappresenta un vero e proprio strumento di gestione e conoscenza dell’impresa, utile per strutturare i processi interni e orientare le strategie future.
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